Sistemi irrigui innovativi

Presentati il 16 luglio i risultati del primo anno di sperimentazione.

Prosegue la collaborazione sancita con accordo triennale (2023-2025) con CER e ANBI relativamente ai sistemi irrigui applicati alla bieticoltura.

Sono stati presentati, nell’ambito del progetto Focus Acqua, i risultati preliminari sulla campagna 2023 che confermano come i nuovi sistemi irrigui che puntano al risparmio virtuoso della risorsa – studiati ad Acqua Campus (Budrio, BO) da CER e ANBI in sinergia con COPROB – massimizzino la resilienza della coltura ai cambiamenti climatici, ne incrementino la produttività e offrano una maggiore qualità all’interno del bacino bieticolo.

Le ormai ben note condizioni di instabilità idro-climatica, che generano scenari di costante imprevedibilità non solo per l’uomo e gli habitat, ma anche e soprattutto per l’agricoltura, richiedono infatti un cambiamento nella gestione in asciutta di alcune colture, passando ad una gestione irrigua che sia consapevole e al contempo sostenibile.

Tra le soluzioni prese in esame, oltre all’implementazione di IRRIFRAME (sistema di consiglio irriguo di ANBI con il coordinamento tecnico-agronomico del CER), vi sono anche nuove tecniche di pacciamatura (che consiste nella copertura del terreno con uno strato di materiale, al fine di impedire la crescita delle malerbe, mantenere l’umidità nel suolo, proteggerlo dagli agenti esterni), microirrigazione (sistema di irrigazione intelligente a goccia localizzata, che ha il vantaggio di apportare ad ogni pianta l’acqua necessaria senza alcuno spreco di risorsa) e fertirrigazione (tecnica che consente la distribuzione dei fertilizzanti insieme all’acqua d’irrigazione), che consentiranno un minor utilizzo di risorse idriche e benefici per la redditività della coltura stessa.

I primi risultati confermano come le prove sperimentali condotte a Budrio nel 2023 e nelle quali è stato utilizzato il modello di bilancio idrico IRRIFRAME mostrino che la resa in radici e saccarosio è aumentata significativamente grazie all’irrigazione intelligente, mentre la produzione di saccarosio ha raggiunto valori massimi di 15 tonnellate per ettaro.

Ulteriormente confortante l’analisi economica, che ha evidenziato come la maggiore marginalità si sia registrata negli estirpi tardivi, con una marginalità di 3.400 euro per ettaro: dunque, la sperimentazione ha dimostrato che la semina a 75 cm in combinazione con l’irrigazione a goccia e la pacciamatura può portare a un risparmio economico e idrico; inoltre, la gestione irrigua di soccorso si è rivelata economicamente vantaggiosa e adattabile alle variabilità climatiche, mostrando una maggiore competitività negli estirpi tardivi.

“I cambiamenti climatici ci impongono di comprendere come efficientare l’uso dell’acqua in agricoltura, per evitare di sprecare anche una sola goccia di questa preziosa risorsa; ma è fondamentale tralasciare la storicità per basarci sui dati tecnici oggettivi che ci dimostrino, in maniera inequivocabile, il beneficio che la coltura può avere da un utilizzo virtuoso della risorsa – sottolinea Luigi Maccaferri, presidente di COPROB Italia Zuccheri –. Il CER è la massima espressione, a livello italiano, di conoscenza sulle tecniche irrigue: da qui l’idea di collaborare insieme all’attuazione di questo programma triennale che sta già portando i primi validi risultati”.

 “Questo virtuoso percorso avviato insieme a COPROB per l’ottimizzazione della produzione di una coltura, la barbabietola, tra le più importanti nel campo nazionale e internazionale, credo possa essere motivo di soddisfazione non solo per il CER e COPROB, ma per l’intera filiera – osserva il presidente del Canale Emiliano Romagnolo, Nicola Dalmonte. I primi esiti di questi studi infatti confermano una prospettiva futura positiva, una risposta efficace agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e una efficace azione di adattamento del mondo agricolo a tutela dell’attività dell’agricoltore”.

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