Dalla Coltura alla Cultura, i Club della Bietola passano dai Campi ai Monasteri

Questa la formula originale e innovativa che ha caratterizzato gli incontri dei produttori svoltisi in giugno

Doppia novità per le riunioni dei Club della Bietola Coprob svoltesi nel mese di giugno: ogni incontro ha infatti raggruppato più Club di territori diversi e ha abbinato all’evento organizzato in campo, con l’aggiornamento tecnico a cura di Giovanni Campagna, la visita ad un importante Monastero della zona. Un percorso alla scoperta del ruolo di primo piano svolto da queste strutture nella rinascita economica, culturale e sociale dell’Europa dopo il tramonto dell’Impero Romano. Questo modello può fornire ancora oggi preziose indicazioni per restituire dignità all’uomo e al suo lavoro. Lavoro che i Monaci dell’antichità svolgevano in buona parte nei campi anticipando tecniche moderne seguite dagli Agricoltori dei giorni nostri.

CHIESA SANT’ANTONIO ABATE SABBIONETA
ABADIA FIASTRA

 

 

 

Questa formula è stata decisamente apprezzata dagli oltre 300 agricoltori che si sono dati appuntamento nei sei incontri promossi nei principali bacini bieticoli, dalle Marche al Veneto, dall’Emilia-Romagna alla Lombardia.

Il primo incontro si è tenuto a Cotignola (RA), presso la Chiesa di San Francesco ed ha riunito i Club della Romagna, di Ferrara e di Bologna Sud Est (area di Medicina). Il secondo ha raggruppato i volontari del Club delle Marche presso l’Abadia di Fiastra, in provincia di Macerata. Il programma è poi proseguito con la riunione organizzata presso il Circolo Parrocchiale di Lorenzatico (BO), alla quale hanno partecipato i produttori dei Club di Bologna Sud Ovest – Modena e Bologna Nord. Dall’Emilia al Veneto, altra tappa in provincia di Padova, dove si sono riuniti i volontari dei Club di Padova e del Veneto Orientale presso il Monastero di San Salvaro a Urbana. In Lombardia, il Club Reggio Emilia – Mantova si è riunito a Sabbioneta (MN) presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate in Villa Pasquali. L’ultimo appuntamento di questa tornata delle riunioni dei Club si è svolto a Rovigo ed ha raggruppato i Club del Delta e dell’Alto Polesine.

  

 

Nel corso degli incontri, Camillo Gardini di Agrinet ha illustrato il video della mostra “Il Gusto del Quotidiano. Lavoro e Compimento di se’ da San Benedetto ad oggi”, che illustra la nascita dei Monasteri e la filosofia alla base della Regola Benedettina, incentrata appunto sul lavoro e la preghiera.

Gardini ha poi ricordato che negli ultimi 30 anni il mondo si è trovato ad affrontare eventi catastrofici che hanno creato un clima generalizzato di incertezza: le crisi economiche (bolla dei sub-prime 2008, le crisi dei debiti sovrani 2012, pandemia 2020-22), gli attentati terroristici (torri Gemelle 2001, Madrid 2004, Londra 2005, Parigi 2015), la crisi climatica, la pandemia, la crisi energetica, le guerre in Europa. Sempre di più la vita personale e sociale è segnata da incertezze e ansie che portano ad una oscillazione fra rassegnazione e ribellione. Nel mondo di oggi esistono ancora 50 milioni di persone ridotte in stato di reale schiavitù. Ma anche nel lavoro cosiddetto “libero” ci sono molti aspetti che lo ricollegano ad una condizione di “non libertà”: il lavoro sfruttato, il lavoro concepito come semplice mezzo per acquisire mezzi per “consumare”, e soddisfare bisogni “indotti” dalla società della mercificazione, il lavoro concepito come unico ambito di realizzazione personale, in funzione di carriera e denaro, idoli a cui sacrificare tutto, il lavoro concepito come tempo sottratto alla propria realizzazione, il lavoro che, anche grazie alla tecnologia, occupa tutto il tempo dell’esistenza, monopolizzandola.

Gli incontri sono proseguiti con una relazione sulla Agricoltura Rigenerativa presentata dall’Ufficio Certificazioni di COPROB per il quale si sono alternate, nelle diverse riunioni, Vera Dazzan, Sofia Rinaldi, Eleonora Franchini, Rachele Zambelli e Matteo Pantosti.

L’agricoltura rigenerativa identifica l’attività agricola come un mezzo per ripristinare i suoli, il paesaggio agricolo e le interazioni nella catena di produzione, integrando colture e animali da allevamento.

Ciò che più la contraddistingue dall’agricoltura biologica è il suo non essere regolamentata e l’essere definita più dai propri obiettivi di rigenerazione che dai singoli mezzi impiegati per raggiungerli.

L’agricoltura rigenerativa è una filosofia (seguita da un insieme di pratiche agricole) che:

  • mira a invertire il processo di esaurimento delle risorse naturali causato dall’agricoltura industriale;
  • punta a costruire un suolo sanoper gli anni a venire, aumentare la biodiversitàripristinare l’equilibrio negli ecosistemi e mitigare i cambiamenti climatici;
  • incorpora molte pratiche utilizzate in altri sistemi agricoli più olistici, senza rifiutare completamente l’uso di sostanze chimiche. Piuttosto, cerca di ridurre al minimo le operazioni meccaniche e l’utilizzo di input che possano causare dannialla materia organica del suolo e agli organismi viventi.

A conclusione degli incontri, un momento di aggiornamento sulla Logistica a cura dei Capi Area e un breve bilancio della Stagione Assembleare.

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