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Sapete, bambini, come si produce lo zucchero?
Coltivazione della barbabietola
Le tecniche di coltivazione della barbabietola, nel corso degli anni, mutano velocemente spaziando dalla genetica alla meccanizzazione di tutte le operazioni colturali e più recentemente alla messa a punto e promozione di pratiche colturali compatibili, in linea con le esigenze di tutela ambientale.
La trasformazione del seme di bietola, da plurigerme a monogerme genetico confettato, parallelamente, ha permesso di eliminare il diradamento manuale aprendo le porte alla meccanizzazione della semina e inoltre ha consentito l’inserimento di principi attivi per la protezione delle piante.
Collocata nell’ambito di una rotazione almeno quadriennale, la barbabietola da zucchero richiede grande cura nella preparazione del terreno e nella semina che deve essere tempestiva al fine di consentire l’approfondimento dell’apparato radicale e una maggiore resistenza alle condizioni di stress idrico. Per quanto riguarda le aree della pianura padana la semina si svolge nei mesi di febbraio, marzo ed aprile.
Trasformazione
Le due principali fasi di lavoro all’interno degli stabilimenti possono essere suddivise in 2 categorie principali: Casa Bietole che comprende Scarico e insilamento, Lavaggio e taglio, Estrazione, Depurazione e Concentrazione; Casa Zucchero che comprende Cristallizzazione, Centrifugazione, Essiccamento e condizionamento e Stoccaggio.
Scarica qui il diagramma di flusso lavorazione bietole e produzione zucchero.
Confezionamento e distribuzione
Lo zucchero, dopo essere stato sottoposto al processo di estrazione, è pronto per essere confezionato. Viene commercializzato al dettaglio all’interno dei supermercati. Il formato più comune è il classico pacchetto da 1 Kg. Il maggior quantitativo di zucchero consumato, però, è quello che viene fornito all’industria alimentare e che viene impiegato per preparare tutti quei prodotti che contengono zucchero come, ad esempio, le bevande (cole, aranciate, etc…) o i prodotti dolciari e da forno.
Energia
Curiosità
Qual è il corretto apporto di zucchero giornaliero?
Gli zuccheri sono una componente fondamentale dell’alimentazione perché forniscono al corpo l’energia di cui ha bisogno. Italia Zuccheri consiglia di consumarli in modo responsabile, non superando le quantità consigliate, assunte direttamente e attraverso altri alimenti. Le GDA sono le Quantità Giornaliere Indicative di energia e nutrienti adeguati ad una alimentazione equilibrata. I fabbisogni individuali variano in funzione dell’età, del sesso, del peso e dell’attività fisica. Il valore di riferimento delle GDA per gli zuccheri è di 90 g per le donne e di 120 g per gli uomini.
Da dove nasce lo zucchero 100% italiano?
Lo zucchero 100% italiano nasce dalla barbabietola coltivata dalle Aziende agricole aderenti a COPROB; si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae con radici che contengono una alta concentrazione di saccarosio. Terminato il ciclo di crescita, la radice, ben sviluppata, viene raccolta e attraverso un processo di lavorazione industriale che permette di estrarne il saccarosio viene in seguito trasformata in zucchero.
Dove si coltiva la barbabietola?
Gli zuccheri sono una componente fondamentale dell’alimentazione perché forniscono al corpo l’energia di cui ha bisogno. Italia Zuccheri consiglia di consumarli in modo responsabile, non superando le quantità consigliate, assunte direttamente e attraverso altri alimenti. Le GDA sono le Quantità Giornaliere Indicative di energia e nutrienti adeguati ad una alimentazione equilibrata. I fabbisogni individuali variano in funzione dell’età, del sesso, del peso e dell’attività fisica. Il valore di riferimento delle GDA per gli zuccheri è di 90 g per le donne e di 120 g per gli uomini.
COPROB è l’unico produttore cooperativo italiano di zucchero. Cosa significa esattamente?
Oggi, in Italia, COPROB è l’unico produttore saccarifero italiano grazie al suo statuto giuridico cooperativo. Si tratta di un fattore rilevante in quanto a livello europeo oltre il 60% dell’industria saccarifera è controllata da società cooperative.
10 falsi miti sullo zucchero
In anni in cui il consumo di zucchero è rimasto sostanzialmente invariato, i casi di carie dentarie nei bambini sono diminuiti.
I fattori che influenzano l’insorgere di carie dentarie sono:
- eccessiva frequenza dei pasti e degli spuntini;
- scarsa igiene orale;
- limitato consumo di alimenti contenenti fibre (cereali integrali, frutta e verdura);
- mancato utilizzo di dentifrici contenenti fluoro;
- predisposizione genetica.
I carboidrati fermentabili sono l’alimento che provoca carie e sono presenti in patate, pane, cereali da prima colazione, oltre che negli alimenti e nelle bevande dolci. Non è la quantità di questo tipo di carboidrati che viene ingerita ad aumentare il rischio di carie, bensì la frequenza con cui questi vengono assunti.
Per ridurre l’insorgenza di carie dentarie, occorre limitare il numero di pasti giornalieri (tre pasti principali e uno o due spuntini al massimo) e adottare un’igiene orale che contempli almeno il lavarsi i denti due volte al giorno con dentifrici al fluoro.
L’alimentazione ha un ruolo importante nella prevenzione dei tumori; infatti, l’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. In particolare, gli studi epidemiologici hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa della malattia, mentre la preferenza per gli alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali
integrali, legumi e verdure, sembra avere un effetto protettivo. Tra i fattori nutrizionali, l’obesità ha un ruolo di primo piano in relazione al rischio di sviluppare alcuni tumori più comuni, come il cancro del colon e quello al seno; la recente analisi di un gruppo di ricercatori olandesi ha stimato che se in Europa scomparissero obesità e sovrappeso, la frequenza di nuovi casi di cancro al colon scenderebbe del 20 per cento l’anno.
Per quanto riguarda lo zucchero, ad oggi non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che lo zucchero per sé possa rappresentare un fattore di rischio per i tumori e, in particolare, per quelli del colon, della prostata e al seno. Ovviamente, però, per evitare l’insorgenza di obesità, occorre praticare un’alimentazione equilibrata e con un contenuto energetico calibrato al proprio esercizio fisico.
In conclusione, un consumo moderato di zucchero non comporta alcun danno per la salute. Solo se si esagera il metabolismo ne può risentire e possono manifestarsi problemi per la salute.
Pertanto, lo zucchero, come qualsiasi altro alimento, va consumato con moderazione, stando attenti a non esagerare soprattutto in presenza di malattie metaboliche o obesità. Ogni eccesso alimentare diventa dannoso per il corpo umano, mentre ogni nutriente, entro le dosi consigliate, svolge un ruolo importante nel contesto di una dieta equilibrata. Nel caso dello zucchero gli studi clinici hanno dimostrato che in una persona in buona salute alterazioni metaboliche si possono manifestare solo se il consumo di questo alimento supera costantemente gli 80-100g al giorno.