Ricerca & Sviluppo

COPROB è alla continua ricerca di progetti che contribuiscano al suo sviluppo, anche trasformando in opportunità ciò che normalmente viene considerato uno scarto.

Ciò da un lato si pone in diretta continuità con l’impegno alla massima sostenibilità ambientale assunto dal Gruppo, dall’altro mira alla valorizzazione dell’attività imprenditoriale dei propri soci bieticoltori.
Quest’ultima è infatti perseguibile sia attraverso il continuo miglioramento della filiera di produzione dello zucchero (anche attraverso il finanziamento della società unica di ricerca Beta), sia attraverso la ricerca di diversificazioni dell’attività produttiva avente come base la filiera agricola.

 

ENERGIA

Il Gruppo COPROB ha intrapreso una azione strategica per la diversificazione produttiva attraverso progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

In primo luogo è stato messo a punto il “Progetto Stella”, per la realizzazione di alcuni impianti per la produzione di biogas da 0,99 MWe ciascuno che consentono di produrre energia elettrica da fonti rinnovabili grazie all’utilizzo dei sottoprodotti della lavorazione della barbabietola da zucchero (le cosiddette polpe surpressate).

I tre impianti sono in esercizio nelle aree di proprietà del Gruppo COPROB, ed in particolare a Minerbio, Pontelongo e Finale Emilia.

Relativamente al previsto piano di riconversione industriale degli ex zuccherifici chiusi nel 2006, il 1° agosto 2013 è stato sottoscritto il contratto di partnership con Enel Green Power per la realizzazione, a Finale Emilia, di una centrale di produzione di energia elettrica da 12,5 MWe alimentata da biomasse di origine agricola. Enel Green Power ha, quindi, acquisito il 70% di Domus Energia, società appartenente al Gruppo COPROB creata allo scopo, società ora denominata Enel Green Power Finale Emilia.

Analoga centrale è stata autorizzata anche nel sito di Porto Viro.

BIOPLASTICHE

COPROB ha avviato a fine 2007 un programma di ricerca nel settore dei polimeri biodegradabili derivati da fonti rinnovabili e, nel caso specifico, derivante dalla barbabietola e dalla canna da zucchero.

Il progetto, ideato e sviluppato dalla società di ricerca bolognese BIO-ON attraverso le risorse logistiche, tecniche e finanziarie di COPROB, risulta particolarmente innovativo poiché, per la prima volta al mondo, i biopolimeri PHAs (polihydroxyalkanoato) vengono ottenuti dai derivati della lavorazione delle barbabietole e della canna da zucchero e non da olii o amido di cereali, come la maggior parte dei biopolimeri oggi in commercio.

Il progetto, tuttora in corso, ha visto, nell’aprile 2008, il riconoscimento della certificazione “OK BIODEGRADABLE WATER” da parte dell’ente certificatore internazionale Vinçotte (Belgio) che ha attestato la completa biodegradabilità in acqua e a temperatura ambiente, ponendo MINERV® PHA al primo posto tra le bio plastiche sperimentali esistenti. Nell’aprile 2011, inoltre, è avvenuta la pubblicazione della domanda del primo brevetto internazionale inerente una delle fasi della produzione del particella PHA.