PROGRAMMATA LA NUOVA PRODUZIONE DI ZUCCHERO 100% ITALIANO

PROGRAMMATA LA NUOVA PRODUZIONE DI ZUCCHERO 100% ITALIANO

La Cooperativa dei Bieticoltori italiani trasformerà nei due stabilimenti di Minerbio e Pontelongo le bietole coltivate nei 30.000 ettari contrattati

 

Minerbio, 30 gennaio 2019 – Nella seduta di ieri il Consiglio di Amministrazione di COPROB – Cooperativa Produttori Bieticoli – ha deliberato l’assetto della prossima campagna grazie ai 29-30.000 ettari già contrattati che alimenteranno entrambe le fabbriche di Minerbio e Pontelongo: un bel segnale degli agricoltori, soci e conferenti, dopo una campagna 2018 molto difficile.

Rivolgo un doveroso ringraziamento alle Istituzioni nazionali e regionali – afferma Claudio Gallerani,  Presidente di COPROB,– per averci supportato nella continuità del settore in questa difficile situazione con un aumento degli aiuti ai bieticoltori.”

COPROB prosegue tenacemente nella sfida di dare maggiore competitività alla bieticoltura italiana che si avvarrà di nuova genetica e nuove tecnologie.

La coltivazione della bietola è infatti irrinunciabile per le aziende agricole di questi territori per poter produrre meglio e in modo sempre più sostenibile anche i cereali in filiera, di alta qualità, tracciata dal campo alla tavola, per garantire un Made in Italy da ingredienti italiani.

Nei prossimi mesi verrà inoltre completato a Minerbio il nuovo impianto industriale per la produzione di Nostrano, l’unico zucchero grezzo 100% italiano, mentre a luglio la campagna inzierà con la prima produzione di zucchero biologico nazionale grazie ai 1.300 ettari di bieticoltura bio.

La Cooperativa però guarda oltre il traguardo del 2019 e lancia la sfida, per la campagna 2020, di un aumento del 40% (da 10.000 a 14.000) degli ettari in Veneto – l’area più vocata in Italia – da programmare entro il 30 novembre 2019 per garantire l’alimentazione della fabbrica di Pontelongo.

“Chiediamo anche al Governo – conclude Gallerani – di mantenere gli impegni presi sullo sblocco dei fondi silos e sull’inserimento della clausola di salvaguardia a livello Europeo per garantire quella stabilità al settore che manca dal 2006”.

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